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PETRONILLA LA GIOIA, LA PERLA ROMANA DI PIETRO


Dice Gesù:

«Ti ho voluto far conoscere la mia martire Fenicola per dare a te ed a tutti qualche insegnamento.

TU HAI VISTO IL POTERE DELLA PREGHIERA NELLA MORTE DI PETRONILLA, COMPAGNA E MAESTRA DI FENICOLA DI CUI ERA MOLTO PIÙ ANZIANA, E IL FRUTTO DI UNA SANTA AMICIZIA.

PETRONILLA, FIGLIA SPIRITUALE DI PIETRO, aveva assorbito dalla viva parola del mio Apostolo lo spirito di Fede.

PETRONILLA. LA GIOIA, LA PERLA ROMANA DI PIETRO.

Sua prima conquista romana.

QUELLA CHE, PER LA SUA RISPETTOSA E AMOROSA DEVOZIONE ALL’APOSTOLO, LO CONSOLÒ DI TUTTI I DOLORI DELLA SUA EVANGELIZZAZIONE ROMANA.

Pietro per amore mio aveva lasciato casa e famiglia. Ma Colui che non mente gli aveva fatto trovare in questa fanciulla e in maniera sovrabbondante, colma, premuta, secondo le mie promesse (Lc 6,38) conforto, cure, dolcezze femminili.

COME IO A BETANIA, EGLI IN CASA DI PETRONILLA TROVAVA AIUTI, OSPITALITÀ E SOPRATTUTTO AMORE.

La donna è uguale, nel suo bene e nel suo male, sotto tutti i cieli e in tutte le epoche.

PETRONILLA FU LA MARIA (Gv 11,5) DI PIETRO, CON IN PIÙ LA SUA PUREZZA DI FANCIULLA CHE IL BATTESIMO, RICEVUTO MENTRE ANCORA L’INNOCENZA NON AVEVA CONOSCIUTO OLTRAGGIO, AVEVA PORTATO A PERFEZIONE ANGELICA.

Maria, ascolta.

PETRONILLA, VOLENDO AMARE IL MAESTRO CON TUTTA SÉ STESSA SENZA CHE LA SUA AVVENENZA E IL MONDO POTESSERO TURBARE QUESTO AMORE, AVEVA PREGATO IL SUO DIO DI FARE DI LEI UNA CROCIFISSA.

E DIO LA ESAUDÌ.

LA PARALISI CROCIFISSE LE SUE ANGELICHE MEMBRA.

NELLA LUNGA INFERMITÀ SUL TERRENO BAGNATO DAL DOLORE FIORIRONO PIÙ BELLE LE VIRTÙ E SPECIE L’AMORE PER LA MADRE MIA.

ASCOLTA ANCORA, MARIA.

QUANDO FU NECESSARIO, LA SUA MALATTIA CONOBBE UNA SOSTA. PER MOSTRARE CHE DIO È PADRONE DEL MIRACOLO.

E POI, FINITO IL MOMENTO, TORNÒ A CROCIFIGGERLA.

Non conosci nessun’altra, Maria, alla quale il suo Maestro, come Pietro a Petronilla, non dica, quando gli occorre: “Sorgi, scrivi, sii forte” e cessato il bisogno del Maestro non torni una povera inferma in perpetua agonia? (Maria Valtorta)

MORTO L’APOSTOLO E GUARITA PETRONILLA, ELLA TROVÒ CHE LA SUA VITA NON ERA PIÙ SUA.

MA DEL CRISTO.

Non era di quelle che, ottenuto il miracolo, se ne servono per offendere Dio. Ma la salute la usò per l’interesse di Dio.

La vita vostra è sempre mia.

Io ve la do.

Ve lo dovreste ricordare.

Ve la do come vita animale facendovi nascere e conservandovi vivi.

Ve la do come vita spirituale con la Grazia e i Sacramenti.

Dovreste ricordarvelo sempre e farne buon uso.

Quando poi vi rendo la salute, vi faccio rinascere quasi dopo malattia mortale, dovreste ancor più ricordarvi che quella vita, rifiorita quando già la carne sapeva di tomba, è mia.

E per riconoscenza usarla nel Bene.

PETRONILLA LO SEPPE FARE.

Non si è assorbita per niente (per non ottenere nulla, inutilmente) la mia Dottrina.

Essa è come sale che preserva dal male, dalla corruzione, è fiamma che scalda e illumina, è cibo che nutre e fortifica, è fede che fa sicuri.

Viene la prova, l’assalto della tentazione, la minaccia del mondo.

PETRONILLA PREGA. CHIAMA DIO. VUOL ESSERE DI DIO. IL MONDO LA VUOLE? DIO LA DIFENDA DAL MONDO.

Il Cristo l’ha detto (Mt 17,20): “Se avete tanta fede quanto un granello di senape, potrete dire ad un monte: ‘Levati a va’ più in là’.

Pietro glie l’ha detto tante volte. Ella non chiede al monte di muoversi.

Chiede a Dio di levarla dal mondo prima che una prova superiore alle sue forze la schiacci. E Dio l’ascolta.

La fa morire in un’estasi. In un’estasi, Maria, prima che la prova la schiacci. (…) »

Valtorta – quaderni – 4 marzo 1944

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